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	<title>Millenario Archivi | ABBAZIA di San Domenico Abbate</title>
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	<description>Storia, Arte, Cultura, Tutto su San Domenico Abate</description>
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		<title>IL MILLENARIO DELL&#8217;ABBAZIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@ Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 15:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abbazia]]></category>
		<category><![CDATA[Capodacqua di Foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Millenario]]></category>
		<category><![CDATA[Villalago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Custodire le radici per vivere il tempo Il fare memoria dei mille anni di fondazione della nostra abbazia è stato occasione per la comunità monastica, insieme alla comunità parrocchiale, di scavare fino in fondo alla nostra tradizione per attingere il tesoro nascosto della spiritualità, della storia e della umanità che l&#8217;abate Domenico ci ha consegnato e che, come custodi gelosi, siamo chiamati a condividere con le future generazioni. Questo libro vuole raccogliere la fedeltà, il grande amore che nei secoli i monaci, prima benedettini e poi cistercensi, hanno sempre nutrito per Domenico e per questo santo luogo. Ci siamo domandati: &#8220;Quali valori spirituali hanno consentito una così lunga traversata storica? La storia spaventa o aiuta?&#8221; Nelle Vìtae di san Domenico che la tradizione ci ha consegnato viene richiamata spesso l&#8217;attenzione sui valori spirituali che il santo abate ci ha lasciato e che sono stati trasmessi nelle comunità da lui fondate: il primato di Dio e del suo amore per tutti gli uomini, la rilevanza della vita monastica nella sua forma eremitica e cenobitica in rapporto intrinseco tra cenobio e territorio circostante &#8211; diremo oggi la presenza cristiana nella storia -, il privilegium amoris, cioè l&#8217;essere in relazione con l&#8217;altro/a nella fraternità e nell&#8217;amicizia, la centralità della preghiera nella nostra vita. Questi valori che Domenico ha declinato sono stati poi vissuti con altrettanta fedeltà dai suoi monaci. Per questo la storia non spaventa affatto, ma aiuta a vedere e a comprendere quanto possa essere significativo il dono della vita monastica nella storia della Chiesa e degli uomini. Nella seconda lettera di san Pietro leggiamo che per &#8220;il Signore mille anni sono come un giorno solo&#8221; (2Pt 3,8). Diventano un giorno solo, quando Dio è cacciato fuori dalla storia per la violenza, l&#8217;ingiustizia e l&#8217;iniquità degli uomini. Ma ai monaci che fuggono... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Custodire le radici per vivere il tempo</strong></em></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Il fare memoria dei mille anni di fondazione della nostra abbazia è stato occasione per la comunità monastica, insieme alla comunità parrocchiale, di scavare fino in fondo alla nostra tradizione per attingere il tesoro nascosto della spiritualità, della storia e della umanità che l&#8217;abate Domenico ci ha consegnato e che, come custodi gelosi, siamo chiamati a condividere con le future generazioni. Questo libro vuole raccogliere la fedeltà, il grande amore che nei secoli i monaci, prima benedettini e poi cistercensi, hanno sempre nutrito per Domenico e per questo santo luogo.</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Ci siamo domandati: &#8220;Quali valori spirituali hanno consentito una così lunga traversata storica? La storia spaventa o aiuta?&#8221;</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Nelle<span class="CorpodeltestoCorsivo"> Vìtae</span> di san Domenico che la tradizione ci ha consegnato viene richiamata spesso l&#8217;attenzione sui valori spirituali che il santo abate ci ha lasciato e che sono stati trasmessi nelle comunità da lui fondate: il primato di Dio e del suo amore per tutti gli uomini, la rilevanza della vita monastica nella sua forma eremitica e cenobitica in rapporto intrinseco tra cenobio e territorio circostante &#8211; diremo oggi la presenza cristiana nella storia -, il <span class="CorpodeltestoCorsivo">privilegium amoris</span>, cioè l&#8217;essere in relazione con l&#8217;altro/a nella fraternità e nell&#8217;amicizia, la centralità della preghiera nella nostra vita. Questi valori che Domenico ha declinato sono stati poi vissuti con altrettanta fedeltà dai suoi monaci. Per questo la storia non spaventa affatto, ma aiuta a vedere e a comprendere quanto possa essere significativo il dono della vita monastica nella storia della Chiesa e degli uomini. Nella seconda lettera di san Pietro leggiamo che per &#8220;il Signore mille anni sono come un giorno solo&#8221; (2Pt 3,8). Diventano un giorno solo, quando Dio è cacciato fuori dalla storia per la violenza, l&#8217;ingiustizia e l&#8217;iniquità degli uomini. </span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Ma ai monaci che fuggono il mondo per salire la scala dell&#8217;incontro con Dio è affidato il compito di alimentare la speranza escatologica con l&#8217;annunzio della presenza nascosta di Dio e dell&#8217;amore di Dio per l&#8217;umanità tutta senza alcuna distinzione o separazione. Così il tempo si riapre.</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Tra le tante iniziative per il millenario è stato elaborato il nuovo stemma dell&#8217;abbazia con la dicitura<span class="CorpodeltestoCorsivo"> Intra flumina Salus</span>, ad augurare che quello che l&#8217;abbazia è stata ed è, lo sarà ancora in futuro, cioè una scuola dove si cerca Dio, dove si incontra Dio. Tutto questo la comunità lo sperimenta ogni giorno accogliendo con gioia e serenità i fedeli e distribuendo loro il pane della Parola, l&#8217;eucaristia e l&#8217;esperienza del perdono. La celebrazione dell&#8217;Anno Millenario è stata anche l&#8217;occasione di ravvivare la devozione e il culto del Santo. Castelpizzuto, Vico nel Lazio, Celenza sul Trigno sono solo alcuni dei Comuni dove il culto a Domenico si era appannato; in questo anno giubilare essi hanno potuto rivalorizzare un tassello importante della loro tradizione spirituale.</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Le<span class="CorpodeltestoCorsivo"> Vitae</span> narrano che Domenico amava le sue comunità e spesso le visitava. Per questo anche la nostra comunità, spesso, si è messa in pellegrinaggio per visitare i luoghi resi sacri dalla presenza di Domenico.</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Per l&#8217;occasione giubilare le tre comunità &#8220;privilegiate&#8221; &#8211; Capodacqua di Foligno, Villalago e Sora – hanno celebrato insieme i divini misteri e goduto di momenti di fraternità.</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Ciò che è stato fatto, le emozioni che abbiamo vissuto, il coraggio che abbiamo avuto, nonostante le innumerevoli difficoltà, sono racchiusi in questo libro. Come i nostri predecessori ci hanno consegnato la memoria di ciò che è stato fatto nel 1951, memoria dei mille anni della nascita di Domenico, così noi facciamo per le generazioni future, perché nulla cada nell&#8217;oblìo.</span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">&#8220;Senza radici non c&#8217;è nutrimento e senza nutrimento non c&#8217;è vera vita. Non abbiamo forse ridotto così le nostre esistenze? Corriamo sempre, corriamo come se fossimo inseguiti, ma da che cosa fuggiamo se non dal- la nostra paura? E se siamo sempre di corsa, come facciamo ad affondare le radici nella terra? E se non affondiamo le radici nella terra, come facciamo ad alzare lo sguardo verso il Cielo?&#8221; (S. Tamaro,<span class="CorpodeltestoCorsivo"> Il grande albero).</span></span></p>
<p class="Corpodeltesto0" style="text-align: justify; text-indent: 20.0pt; background: transparent; margin: 0cm 1.0pt .0001pt 3.0pt;"><span lang="it">Ringraziamo padre Federico Farina, priore dell&#8217;abbazia di Casamari, che ci ha regalato l&#8217;approfondita ricerca storica sulla figura di Domenico con cui si apre il libro e che con i suoi suggerimenti, incoraggiamenti e qualche volta &#8220;dolci rimproveri&#8221; ci ha accompagnati in questa avventura.</span></p>
<p class="Corpodeltesto20" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: right; background: transparent;" align="right"><span lang="it">don Sante e don Felice</span></p>
<p align="right">
<p><em><strong>Ringraziamenti e Credits</strong></em></p>
<p>Ringraziamo i parrocchiani Carlo Quadrini, fotografo, per averci seguito in tutti gli eventi dell&#8217;Anno Millenario e Daniele Fiorletta, grafico, per aver curato l&#8217;impaginazione.</p>
<p>Ringraziamo anche i fotografi: Rocco De Ciantis, William Pagnanelli, Eugenio Roscilli e i tanti privati che ci hanno fatto dono delle loro fotografie per la realizzazione di questo volume.</p>
<p>Si ringrazia lo Yale Centerfor British Art (New Haven &#8211; Stati Uniti) per aver gentilmente concesso l&#8217;uso delle immagini tratte dal volume &#8220;Views Drawnfrom Nature in the Neighborhood of Rome and Abruzzo etc. by Sir Richard Colt Hoare Bart. In the Years 1786 to 1790&#8221;.</p>
<p>Printed in Italy, 2015</p>
<p>© 2015 Edizioni Casamari<br />
Tutti i diritti riservati</p>
<p>ISBN 978-88-86445-21-4</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Acquisti On-Line<br />
</strong></em>A breve sarà possibile acquistare on-line tutte le pubblicazioni di Edizioni Casamari, nella sezione sarà specificato tutte le modalità.<strong><br />
</strong></p>
<p align="right">
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		<title>SAN DOMENICO INSIGNITA DEL TITOLO BASILICA MINORE</title>
		<link>http://www.sandomenicoabate.it/sito/san-domenico-insignita-del-titolo-basilica-minore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[@ Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 15:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica Minore]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Millenario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SENSO E IMPEGNI DEL TITOLO CONCESSO Alcune chiese, per la loro particolare importanza storica, artistica o religiosa, possono essere insignite dal Sommo Pontefice del titolo di Basilica Minore, con cui si esprime un particolare vincolo con la Chiesa Romana e con il Sommo Pontefice. Vengono dette &#8220;Minori&#8221; per distinguerle dalle quattro Basiliche &#8220;Maggiori&#8221; di Roma: San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore. Le norme e le indicazioni che regolano la concessione del titolo e la vita delle Basiliche Minori sono stabilite nel decreto &#8220;Domus Ecclesiae&#8221; promulgato il 9 novembre 1989 dalla Congregazione del Culto Divino. COMPITI PROPRI DELLE BASILICHE MINORI A norma del decreto &#8220;Domus Ecclesiae&#8221;, i compiti di una basilica pontificia sono: &#8220;Presso la Basilica Minore si promuova la formazione liturgica dei fedeli, con gruppi liturgici, con particolari corsi di istruzione, con cicli di conferenze e con altre iniziative di questo genere; Tra le attività della Basilica si dia molta importanza allo studio e alla divulgazione dei documenti del Sommo Pontefice e della Santa Sede, in modo particolare di quelli che riguardano la Sacra Liturgia; Con grande cura si preparino e si compiano le celebrazioni dell&#8217;anno liturgico, in particolare durante l&#8217;Avvento, il tempo di Natale, la Quaresima e il tempo di Pasqua; In tempo di Quaresima, dove la Chiesa locale conserva l&#8217;antica forma di riunione al modo delle stazioni romane, si raccomanda molto che la Basilica sia scelta per celebrare tale stazione; La Parola di Dio sia annunziata spesso sia con l&#8217;omelia, sia con predicazioni straordinarie; Si promuova l&#8217;attiva partecipazione dei fedeli sia alla Celebrazione Eucaristica, sia alla Liturgia delle Ore, specialmente alle Lodi e ai Vespri. Inoltre si curino degnamente le forme approvate di pietà popolare; Poiché l&#8217;azione liturgica assume una forma più nobile quando si svolge con... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SENSO E IMPEGNI DEL TITOLO CONCESSO</p>
<p>Alcune chiese, per la loro particolare importanza storica, artistica o religiosa, possono essere insignite dal Sommo Pontefice del titolo di Basilica Minore, con cui si esprime un particolare vincolo con la Chiesa Romana e con il Sommo Pontefice.</p>
<p>Vengono dette &#8220;Minori&#8221; per distinguerle dalle quattro Basiliche &#8220;Maggiori&#8221; di Roma: San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.</p>
<p>Le norme e le indicazioni che regolano la concessione del titolo e la vita delle Basiliche Minori sono stabilite nel decreto &#8220;Domus Ecclesiae&#8221; promulgato il 9 novembre 1989 dalla Congregazione del Culto Divino.</p>
<p>COMPITI PROPRI DELLE BASILICHE MINORI</p>
<p>A norma del decreto &#8220;Domus Ecclesiae&#8221;, i compiti di una basilica pontificia sono:</p>
<ul>
<li>&#8220;Presso la Basilica Minore si promuova la formazione liturgica dei fedeli, con gruppi liturgici, con particolari corsi di istruzione, con cicli di conferenze e con altre iniziative di questo genere;</li>
<li>Tra le attività della Basilica si dia molta importanza allo studio e alla divulgazione dei documenti del Sommo Pontefice e della Santa Sede, in modo particolare di quelli che riguardano la Sacra Liturgia;</li>
<li>Con grande cura si preparino e si compiano le celebrazioni dell&#8217;anno liturgico, in particolare durante l&#8217;Avvento, il tempo di Natale, la Quaresima e il tempo di Pasqua;</li>
<li>In tempo di Quaresima, dove la Chiesa locale conserva l&#8217;antica forma di riunione al modo delle stazioni romane, si raccomanda molto che la Basilica sia scelta per celebrare tale stazione;</li>
<li>La Parola di Dio sia annunziata spesso sia con l&#8217;omelia, sia con predicazioni straordinarie;</li>
<li>Si promuova l&#8217;attiva partecipazione dei fedeli sia alla Celebrazione Eucaristica, sia alla Liturgia delle Ore, specialmente alle Lodi e ai Vespri. Inoltre si curino degnamente le forme approvate di pietà popolare;</li>
<li>Poiché l&#8217;azione liturgica assume una forma più nobile quando si svolge con il canto, si abbia cura che i gruppi di fedeli si uniscano al canto delle diverse parti della Messa, specialmente di quelle che si trovano nell&#8217;Ordinario;</li>
<li>Per esprimere chiaramente il particolare vincolo con cui la Basilica Minore è unita alla Cattedra romana di Pietro, ogni anno sia celebrata con speciale cura:</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 la festa della Cattedra di San Pietro (22 febbraio),</p>
<p>2 la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno),</p>
<p>3 l&#8217;anniversario dell&#8217;elezione o dell&#8217;inizio del supremo ministero pastorale del Sommo Pontefice&#8221;.</p>
<p>CONCESSIONI ANNESSE AL TITOLO DI BASILICA MINORE</p>
<p>A norma del decreto &#8220;Domus Ecclesiae&#8221;, sono tre le concessioni connesse con il titolo di Basilica. La prima è senza dubbio la più importante.</p>
<ol>
<li>POSSSIBILITÀ DI LUCRARE L&#8217;INDULGENZA PLENARIA</li>
</ol>
<p>L&#8217;indulgenza è la remissione della pena per i peccati già rimessi quanto alla<br />
colpa. La pena dei peccati commessi può essere scontata o in questa terra o nel Purgatorio.</p>
<p>L&#8217;indulgenza è in altre parole la misericordia di Dio che libera il peccatore pentito dalle conseguenze negative e dai residui di ogni peccato. La liberazione richiede una vera conversione interiore, un distacco da ogni attaccamento al peccato:</p>
<p>&#8211; che si attua nel sacramento della PENITENZA</p>
<p>&#8211; e che raggiunge la pienezza con la partecipazione all&#8217;EUCARISTIA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La possibilità di lucrare l&#8217;indulgenza è offerta ai fedeli &#8220;che visitano con animo pio la Basilica e in essa partecipano a qualche sacro rito, o almeno recitano il Padre nostro e il Credo; possono<br />
conseguire l&#8217;indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione, comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa) :</p>
<ul>
<li>nel giorno anniversario della Dedicazione della Basilica (22 agosto),</li>
<li>nel giorno della celebrazione liturgica titolare (22 gennaio e 15agosto),</li>
<li>nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno),</li>
<li>nel giorno anniversario dell&#8217;elezione del Papa (Benedetto XVI: 19 aprile),</li>
<li>nel giorno anniversario della concessione del titolo di Basilica (12 febbraio 2011),</li>
<li>una volta all&#8217;anno in un giorno stabilito dall&#8217;Ordinario (21 marzo: San Benedetto),</li>
<li>in un giorno dell&#8217;anno a libera scelta di ciascun fedele&#8221;.
<ol start="2">
<li>EMBLEMA PONTIFICIO</li>
</ol>
</li>
</ul>
<p>L&#8217;emblema pontifìcio manifesta anche visivamente il legame tra la Basilica Minore e il Successore di San Pietro: &#8220;L&#8217;emblema pontificio, cioè le chiavi incrociate, può essere usato nei vessilli, nel-<br />
la suppellettile, nel sigillo della Basilica&#8221;.</p>
<ol start="3">
<li>L&#8217;ABITO DEL RETTORE</li>
</ol>
<p>E un piccolo segno di onore, di uso facoltativo, a motivo della particolare dignità della basilica tra le altre chiese: &#8220;Il rettore della Basilica o chi presiede in essa, può usare nello svolgimento del suo mandato la mezzetta nera con bordi, asole e bottoni rossi, sulla veste talare e sulla cotta&#8221;.</p>
<p>La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina Jet Sacramenti concede il titolo di Basilica Minore alla chiesa abbaziale della Beata Vergine Maria Assunta e di San Domenico abate in Sora</p>
<p>DECRETO</p>
<p>Dietro istanza dell&#8217;Eccellentissimo e Reverendissimo Don Filippo Iannone, vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo, che, con lettera del 3 del mese di gennaio dell&#8217;anno 2011 ha esposto le preghiere e i voti del clero e dei fedeli, la Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, in virtù delle facoltà particolari conferite<br />
dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, molto volentieri abbellisce la chiesa abbaziale &#8211; consacrata a Dio in onore della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo e di San Domenico abate nei pressi della città di Sora, dentro i confini di detta diocesi, che affidata alle cure dei monaci della Congregazione Cistercense di Casamari, risplende per bellezza, per decoro e per disposizione per le celebrazioni liturgiche favorendo lodevolmente l&#8217;attuosa partecipazione dei fedeli ai Divini Misteri &#8211; con il titolo e la dignità di Basilica Minore con tutti i diritti e con tutte le concessioni liturgiche che di rito le competono, servatis vero servandis, secondo il Decreto &#8220;De titulo Basilicae Minoris&#8221;, pubblicato il 9 novembre 1989. Senza che niente le sia contrario.</p>
<p>Dal Palazzo della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti il 12 Febbraio 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Antonio Card. Canizares Liovera, Prefet</p>
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