STORIA

 

Il Santo

 

 

San Domenico Abate (951 - 1031)

Domenico, nasce a Foligno, nel 951, da Giovanni e Ampa.

Le vicende del santo, sacerdote e monaco benedettino,

sono un alternarsi di scena eremitica,

alla quale si sente fortemente attratto, e un'esigenza di vita comunitaria

per il fascino di santità e di attrazione che egli esercita

per cui i luoghi della sua solitudine sbocciano in monasteri.

Nell'abbazia da lui eretta a  Sora egli trascorre gli ultimi anni di vita,

muore il 22 gennaio 1031 e lascia come tesoro di eredità il suo corpo,

che ancora oggi è centro di devozione e meta di pellegrinaggi.

 

 

L'abbazia e il monastero

 

 

Lineamenti storici dell'abbazia

L'abbazia di San Domenico di Sora, è ubicata alla confluenza del fiume Fibreno col fiume Liri,

sulle rovine della villa natale di Marco Tullio Cicerone,

fu fondata nel 1011 circa, da san Domenico di Foligno,

su commissione del governatore di Sora e di Arpino, Pietro Rainerio e di Doda sua moglie.

Al titolo di "Beata Maria Vergine", nella riconsacrazione del 1104 da parte di papa Pasquale II,

fu aggiunto quello di "San Domenico".

L'abbazia ebbe un rapido sviluppo. Dopo due secoli di vita monastica,

con l'intervento di papa Onorio III e di Federico II, nel 1222,

fu unita giuridicamente all'abbazia di Casamari, di cui resta ancora la prima figlia.

Presto però giunsero le prove avverse. Il primo colpo il monastero lo accusò nel 1229,

ad opera delle soldatesche di Federico II.

Nel 1472 fu concesso in commenda, insieme con Casamari, riportandone conseguenze nefaste.

Dopo un lungo periodo di alterne fortune,

nel 1833 l'abate commendatario di Casamari, Sergio Micara, insediò una vera comunità

ristabilendo così la vita monastica.

In tutto questo susseguirsi di eventi, inalterata è rimasta la devozione a San Domenico Abate.

Il santo ha saputo custodire il suo santuario, mantenendo viva la fede nel suo popolo.